CAOS CARRARA: SCANDALO TASSA MARMI. INTERVISTA AD ALFREDO MAZZUCCHELLI

Carrara manifestazione
Carrara, manifestazione dopo l’alluvione del 2014

L’UOMO non ha bisogno di grandi presentazioni. È Alfredo Mazzucchelli, anarchico e presidente della Fiap (federazione italiana associazioni partigiane). Si conosce bene il suo passato: figlio del partigiano Ugo Mazzucchelli e una vita trascorsa a stretto contatto con i più grandi protagonisti del pensiero nato da Bakunin e Proudhon. Il presente è sempre anarchico, ma privo di dogmi e fanatismi.

 «La moralità? Mi sembra sparita», dice Mazzuchelli. «Guarda quello che succede con Carige e Berneschi, oppure con la questione “tassa marmi“. Se passiamo al quadro italiano poi, c’è da piangere. Il punto è che, senza troppo affanno, dovremmo occuparci di fare del bene. Qualunque sia l’occasione. Invece, si fanno proclami che danno visioni ottimistiche. Così facendo, si perde il contatto con la realtà. L’ottimo è, infatti, il contrario del bene: fa dimenticare ciò che è possibile».

 

Alfredo Mazzucchelli,  partiamo dalla questione “tassa marmi”pagata al ribasso. Se Lei fosse uno dei quindici indagati dal pm Giubilaro, e soprattutto, se fosse il primo cittadino, si dimetterebbe?

Io dico sempre quello che penso. E spesso sembra essere un problema. Se mi avessero chiesto di fare il sindaco, avrei fatto di tutto per non entrare in merito a certe situazioni. Io non mi farei mai corrompere; e con questo non sto affermando che qualcuno sia corrotto o lo sia stato. Questo lo dirà la Procura. Se fossi, comunque, coinvolto in questo polverone, mi dimetterei. È necessaria dignità per la società e per la propria persona. Ma non penso che una cosa simile sia possibile nella realtà, purtroppo.

 

Cosa pensa del nuovo scontro tra imprenditori del lapideo e amministrazione?

Il contesto è fumoso e farraginoso. Ci sono tante cose che non tornano e che risultano ingiuste. I beni estimati, per esempio, sono una vergogna, ma non costituiscono reato. Ho sentito, tempo fa, che gli industriali avrebbero apertle porte per una trattativa con l’amministrazione in modo da creare una nuova regolamentazione sugli agri marmiferi. Una soluzione che andrebbe seguita. È vero che, già nel maggio dell’anno scorso, avevano garantito che entro un mese (quindi giugno 2013) sarebbero arrivate nuove regole per gli agri. È passato un anno ed è tutto fermo.

 

È deluso dalla Carrara di oggi?

Non posso essere contento, questo è certo. Non è il mondo che immaginavo. Non è il mondo migliore in cui vivere e penso sopratutto ai giovani. Dovremmo tutti, anziani e ragazzi, fare il necessario per liberare questo mondo e trasformarlo. A partire dalla nostra città, passando all’Italia, all’Europa e così via. Paragono Carrara a Sisifo e alla Fatica impostagli da Zeus. Come nel mito, Carrara è costretta a portare sulla schiena un peso enorme: fintantoché non saremo in grado aggiustare questo sistema corrotto, non saremo liberi. Fino a che non risolveremo i problemi di equità sociale e di giustizia, saremo costretti come Sisifo a scontrarci contro le solite cose e gli stessi drammi, senza riuscire a cambiarli. Il vero problema è questo sistema che risulta corrotto, che produce nefandezze. Chiunque ne faccia parte cade, alla fine, nella trappola. L’unico modo per scamparne è restare fuori, sembrerebbe. È davvero triste. Non c’è più una politica con basi etiche, così come l’imprenditoria. Uomini come Olivetti non ne vedo, ma solo imprenditori senza moralità. Cialtroni, pidocchi rifatti.

 

Qual’è l’impatto del movimento anarchico sulla città. Che fine hanno fatto i valori che costituivano l’animo fiero della nostra gente?

Da quando l’anarchia ha perso il contatto diretto con la popolazione, ha mancato anche di rilievo sociale. Il movimento aveva forza quando era dentro il movimento operaio; ne costituiva le radici. Dovrebbe stare di più sul territorio. Ma è stato demonizzato e frainteso, soprattutto dalla cultura bolscevica che, in Italia, è andata radicandosi nel tempo, fino a dominare tutto il quadro. La reazione anarchica è stata quella della chiusura e della marginalizzazione. Un ghettizzazione voluta da fuori ed assecondata da dentro il movimento. Noi dovremmo lottare al fianco della gente, dei poveri e dei bisognosi. Difenderli, in questo mondo in cui se sei povero sei schiavo. Dovrebbe nascere e dovrebbe essere formata una coscienza civica dentro ogni individuo. Deve esserci una spinta dal basso per riprendere la libertà e ciò che è del popolo di diritto. Quando i carrarini hanno deciso di rimboccarsi le maniche, anni fa, hanno fatto grandi conquiste.

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